Bona maritata senza soggira e cugnata!!!

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Vi state chiedendo cosa significa eh? il nostro viaggio tra le tradizioni passa dalla Sicilia questa volta…..Ben maritata è quella sposa che è senza suocera e cognata!!
Ma no sono fondamentali per accompagnare gli sposi in questo nuovo percorso che vorranno fare insieme….:-)
Fino agli anni 80 e inizi degli anni 90 la festa del matrimonio iniziava qualche sera prima del giorno fatidico, gli sposi aprivano la casa agli invitati (ma anche ai semplici curiosi o a conoscenti che comunque non erano stati invitati) per quella che veniva chiamata ” a sira re letta”.
Una messa in scena di tutto lo sfarzo di cui le famiglie e gli sposi potevano godere, i regali ricevuti venivano messi in mostra, con accanto il biglietto con su scritto il nome di chi aveva fatto quel regalo, il letto fatto con le lenzuola migliori e assolutamente bianche, al centro del letto matrimoniale veniva disposto un cuscino con le fedi nuziali, in alcuni casi il cuscino veniva donato dalla mamma dello sposo.

Per permettere tutto questo era necessario tenere accese tutte le luci della casa, ancora oggi si usa l’espressione “a sira re letta” per indicare un momento in cui tutte le luci di casa sono accese!
Mentre questa tradizione va sempre piu scemando, resta ancora l’abitudine di tenere un tavolo con i regali in bella mostra per chi viene a portare i regali a casa, di solito infatti in Sicilia i doni o le buste vengono dati prima del ricevimento, e agli ospiti si usa offrire dolci o confetti preparati per l’occasione.

Quindi perchè non esportare e ravvivare un po’ questa tradizione? Possiamo reinventarla in chiave moderna, per esempio gli amici degli sposi oltre ai regali possono organizzare una serie di scherzi che possono animare un po’ la festa!!
Allora…largo alla fantasia!!

Sarhia

Vuoi sposarti? inizia a impastare!

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Siamo in Sardegna, una delle Isole più belle al mondo, una terra ricca di tradizioni e costumi, un popolo molto legato agli usi dei propri antenati, al loro significato e simbolismo. Una terra a volte aspra e un po’ chiusa, come i suoi abitanti che gelosamente ne custodiscono il tesoro.
Una delle tante leggende che animano i sardi è proprio un rituale propiziatorio da attuare prima del fatidico giorno: la storia narra che le antiche fate che abitano nelle grotte , le Janas , attrassero a loro una donna per insegnarle l’arte di fare il pane rituale. Il primo impasto si realizzò nell’intimità della caverna, con purissima acqua di sorgente e farina di grano dell’ultimo raccolto. La donna partecipava al rito con un silenzio religioso ebbra di saggezza e di amore. Le Janas le affidarono “sa madriga” la matrice, il fermento originario, da tramandare di famiglia in famiglia, con lo scopo di rendere nota a tutti l’origine del pane votivo.

Tuttora in molte zone della Sardegna, si realizza la tradizione religiosa della lavorazione del pane: la lavorazione inizia con lo scoccare della mezzanotte e finisce alla sera con il suono delle campane dell’Ave Maria . L’impasto fra farina e acqua, rappresenta la creazione originale con i suoi componenti primordiali: acqua di sorgente (acqua) , farina di grano (terra), aria e fuoco.

Originariamente la storia della famiglia contadina è caratterizzata dalla trasformazione da grano a pane e la donna rappresenta il punto fermo della famiglia ed anche la creatività dell’arte femminile. Le donne artigiane del pane, iniziano il lavoro tracciando una croce sull’impasto e recitando parole di scongiuro e augurio, e così trasformano la massa informe dell’impasto in corone, cuori, archi, ghirlande , pezzi decorati finemente con fiori, foglie, frutti, uccelli, che solo le donne di Sardegna possono tramandare di famiglia in famiglia con il loro significato rituale e religioso,continuando la tradizione e segnando il tempo dai loro avi a oggi.
La corona è uno dei pezzi più classici del pane degli sposi.
Decorata con fiori frutti ed uccelli è ben augurante per l’unione della nuova coppia.

Con uno chauffeur fidato… l’arrivo della sposa è assicurato!

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L’ingresso in Chiesa della sposa è uno dei momenti più importanti della celebrazione del matrimonio, gli occhi sono sulla bambina di papà, che regale, cammina verso l’altare incontro al suo amato Principe Azzurro.

Ma chi conduce i due protagonisti a destinazione?

La figura dello chauffeur opera dietro le quinte e come il regista di un film è di primaria importanza: se arriva tardi lui, ritarda anche la sposa, se si perde lui, sparisce anche la coppia del giorno!

Solitamente l’incarico è affidato ad una persona di fiducia che svolge esclusivamente questo compito… quindi niente zie di 80 anni da accompagnare in Chiesa o persone inesperte alla guida. In base allo stile dato al big day e al rapporto di amicizia con “l’autista selezionato”, potreste fargli dono di un cappello professionale, il tutto sarebbe ancora più chic se è un’amica di infanzia ad accompagnarvi, magari per l’occasione indossa uno splendido completo di Moschino.

Secondo il galateo il giro dell’auto parte da casa di lui, l’autista va a prelevarlo e lo conduce in compagnia della madre, fino alla Chiesa oppure in Comune. Lo sposo deve essere puntuale… l’attesa è un lusso concesso esclusivamente alla promessa sposa.  A quel punto, senza fretta, l’autista, con cappello e bottoniere, condurrà la futura “Signora X ” fino alla porta della Chiesa, da li, al braccio del padre, si avvierà verso la nuova vita in due.

Tutto cambia invece nel matrimonio civile: il ritardo non è ammesso in nessun caso e l’ingresso è un po’ meno teatrale. Ma non disperatevi, l’ultima tendenza in tema di organizzazione, vuole che il rito civile si svolga stile Beautiful, in una splendida location con giardino, addobbata per l’occasione di fiori e nastri…

…. e come di incanto gli sposi si trasformarono in Brooke e Ridge Forrester!

BettyBoop

Per sognare come nelle fiabe…

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In Germania si può! In questa terra, famosi sono i Castelli della Baviera, da cui hanno preso ispirazione film e cartoni animati, sono esattamente come ci immaginiamo il castello della Principessa dove con il suo Principe azzurro
…vissero per sempre felici e contenti
!

Per entrare ancora di più nel magico mondo delle fiabe, più o meno da queste parti esiste una “Strada tedesca delle Fiabe“, percorrendo oltre 600 km da Hanau fino a Brema/Bremenhaven, la Strada delle fiabe collega luoghi di interesse culturale e paesaggistico che appartengono e rimandano alla storia dei fratelli Grimm e, soprattutto, alle loro fiabe. Città medievali, castelli e palazzi, la valle del fiume Kinzig tra il Vogelsberg e lo Spessart, l´ameno fiume Schwalm, il boscoso monte Knüll, la storica regione di Chattengau…. sono solo alcuni esempi per vivere da vicino la vostra fiaba! :-).
E’ certamente un viaggio che vale sempre la pena intraprendere: favole, saghe e leggende prendono vita…vi aspettano spettacoli all’aria aperta, teatri delle marionette, settimane dedicate alle favole e, in molte località, sarete accolti dai personaggi delle fiabe in carne e ossa….
Chi desidera farsi viziare dalla gastronomia, troverà a sua disposizione menù da favola, feste nei fienili, banchetti principeschi e specialità medievali servite in un´atmosfera fiabesca.
Per vivere sempre felici e contenti!

Sarhia

Un matrimonio in bianco e nero…

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“Voglio che il filo conduttore del mio matrimonio sia  il bianco e il nero…” , è nata qualche perplessità davanti a questa affermazione della  sposa. Il nero? Che coraggiosa ci siamo dette tutte quante eppure…il risultato è stato davvero “très chic”, senza alcuna ombra di dubbio! In un equilibrio perfetto:  vasi neri con rose bianche meravigliose che si aprivano in una nuvola di piccoli fiorellini bianchi, le bomboniere in scatole nere con un delicato nastro di raso e organza, sul tavolo della confettata liquirizie profumate con forme diverse  mescolate a confetti bianchi, matite nere con il nome degli sposi da utilizzare su  cartoncini bianchi su cui gli invitati hanno lasciato un pensiero gentile agli sposi… Anche la tovaglia nera dei tavoli, rischiarata da piatti di porcellana bianca finissima , dai sottopiatti trasparenti e dai calici di cristallo hanno confermato che tutto è ammesso,  nel matrimonio sono i dettagli che fanno la differenza e che lo rendono unico e indimenticabile!

Concita

Dove rubare il primo bacio

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Ci sono luoghi in cui ci sentiamo al nostro posto, luoghi che sigillano la nostra appartenza a questo mondo, luoghi in cui coronare un sogno d’amore. Il matrimonio è il punto di partenza del meraviglioso viaggio che una coppia inizia insieme, un cammino che va verso l’infinito…..
Esiste un luogo che forse può essere eletto come simbolo di questo inizio, simbolo della nascita, un percorso da intraprendere insieme: l’arcipelago di Kiribati è formato da trentatrè piccole isole, atolli e isole coralline verdeggianti di palme e bordate da lunghe spiagge bianche, si trova in mezzo all’Oceano Pacifico ed è un elogio della Natura. Ma soprattutto è il primo posto al mondo dove sorge il sole, ed è poesia rubare il primo bacio alla propria metà all’alba su una delle spiagge meravigliose di queste isole, di fronte a un mare immenso, mentre si vede nascere il sole dall’acqua, momento di unione tra il mare e la terra, verso la luce …. esattamente come sono due sposi che si sono giurati amore eterno.

Lasciatevi tentare da queste isole, attrazioni magnetiche per chi vuole il relax di spiagge infinite e immergersi nella natura selvaggia…..ma come dice il claim dello stesso sito di Kiribati, viaggiatori non turisti. E come tutti i popoli del Pacifico, anche gli abitanti delle Kiribati hanno una grande tradizione legata alla danza e alla musica, per cui se si ha la fortuna di capitare nelle isole durante i periodi di festa si può assistere a momenti di grande partecipazione collettiva e scatenarsi su suoni tribali che a noi sembrano tanto lontani nel tempo.
Allora si parte? Qui potete trovare tutte le info utili per essere “ready to start”, mentre qui potete iniziare a visitare questo mondo, fatto più da spiagge, palme e oceano che ti persone.

Sarhia

La tradizione berbera ed i suoi piccoli inconvenienti…

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Il rito nunziale berbero è scandito da diversi cerimoniali che si svolgono nell’arco di tre giorni.

Bienna è il nome del terzo giorno che precede il matrimonio. Gli uomini della famiglia dello sposo si recano in visita alla famiglia della sposa e il padre “compra” dal futuro suocero, con una simbolica cifra di denaro, la figlia che gli sta portando via. Due giorni prima delle nozze si tiene la cerimonia dell’henné. Le mani e i piedi della futura sposa vengono tatuati con i tradizionali disegni di buon auspicio rigorosamente di colore rosso, caro alla tradizione islamica e dominante anche nel abito della sposa rifinito da ricami e gioielli dorati.

Giunto Kessoua, il giorno precedente alle nozze, il corteo dello sposo raggiunge la casa dei genitori della sposa. Hanno dunque inizio i festeggiamenti, ma attenzione le due famiglie festeggiano tassativamente separate! (non male direi..!)

La sposa, la cui tradizione vuole rimanga nella propria casa per quaranta giorni precedenti il matrimonio, nel giorno effettivo delle nozze detto Djefa, raggiunge l’abitazione dei genitori dello sposo in sella ad un cammello, su cui è stata sistemata una poltroncina decorata con foglie di palma e simboli ben auguranti; sedendosi in casa dei suoceri sancisce la sua ammissione nella nuova famiglia. Ecco che la sposa è pronta a raggiungere la sua futura dimora, dove anche qui adagiandosi su di un trono imbandito per l’occasione si incorona padrona della casa.

Mi verrebbe da dire: e fin qui tutto bene. Già, fin qui. E dopo??

Ci vuole un attimo perché l’inizio di sogno d’amore si trasformi nell’incubo di una vita … e chi mai sarà l’artefice di tutto questo?? Ebbene sì, le latitudini cambiano, le tradizioni anche ma è sempre lei: La Suocera! La tradizione berbera infatti, vuole che l’amatissima suocera sia ospite della coppia per le prime notti dopo le nozze … dite che avrà da ridire anche in quest’occasione?? Chissà …!

Consoliamoci, almeno in quest’occasione non dovremo sorbirci il famigerato sospiro del marito: “eh, ma come lo fa la mia mamma …!”

Camilla

E i bambini? Sono sempre graditi!

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Certamente… soprattutto se gli sposi desiderano avere in questo bel giorno coppie di amici e parenti con prole al seguito. Basta davvero poco perché la vostra festa non si trasformi nella loro festa, perché i bambini sono capaci attirare l’attenzione di tutti con grande facilità diventando loro protagonisti assoluti, nel bene e nel male.
Hanno più o meno la stessa età? Meglio organizzare un tavolo tutto per loro con un menù speciale adatto ai loro gusti con qualche tocco di colore e di piccole golosità, magari sotto l’occhio vigile di una baby sitter che con un po’ di fortuna  si può rintracciare tra i parenti e amici.
Una  sorpresa per tutti i piccoli  invitati in un sacchettino colorato: li farà sentire importanti e sarà un diversivo antinoia e se poi ad un certo punto della festa apparirà un animatore simpatico ecco che il gioco è fatto: anche i bambini si porteranno a casa il ricordo di una festa con i fiocchi!!!

Concita

Dove mi metto?

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Dal francese quadro, il tableau del matrimonio può essere considerato ormai tra “gli indispensabili” del ricevimento , un tocco in più che completa la cornice di un’organizzazione  impeccabile. E’ la fantasia degli sposi a guidare la scelta: fiori, frutta, verdura, viaggio di nozze, personaggi delle fiabe,  sport preferito, film e canzoni con un tema preciso … la regola più importante è riprendere  il mood scelto del matrimonio con cartoncini e segnaposti pensati ad hoc.
E una volta definito il filo conduttore entra in gioco l’abilità creativa degli sposi: scritto a mano,  rallegrato da nastri  colorati, cartoline, disegni? Gli amici del cuore possono essere utili e dare una mano, meglio definire prima il numero dei tavoli e dove sistemare il tableau nella location prescelta. A questo punto viene il bello: come disporre i posti a tavola? E qui non si scappa: ci sono regole precise, nulla è lasciato al caso, ma della regia del ricevimento  ne parleremo un’altra volta…

Concita

Qualcosa di blu, di vecchio, di nuovo e di usato

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Di tradizioni noi italiani non siamo secondi a nessuno ma forse non tutti sanno che la “tradizione più classica” ( passatemi il termine 🙂 ) per il matrimonio, quella secondo cui la sposa dovrebbe avere con se qualcosa di Blu, Vecchio, Nuovo (regalato) e Usato :-@ non è italiana! Ci arriva dal cerimoniere anglosassone, secondo cui la sposa dovrebbe indossare una cosa blu, spesso una giarrettiera con un filo di raso blu, perchè è simbolo di purezza per la cultura ebraica; una cosa vecchia, emblema del passaggio dalla fanciullezza alla nuova condizione di sposa, moglie e futura mamma; una cosa prestata da una persona cara che attesta l’affetto e l’invito a partecipare strettamente alla cerimonia; e qualcosa anche di regalato già che ci siamo …….. che rivela l’amicizia e la condivisione della vostra scelta da parte di chi dona il presente.
Quest’ultimo punto è stato modificato dalla cultura italiana ( figurati se gli italiani non ci mettono lo zampino!) , in realtà la tradizione anglosassone voleva che la sposa indossasse una moneta da sei pence nella scarpa, vista la difficoltà nel recuperarla, è stata sostituita da “qualcosa di regalato”.
Ad oggi poi la tradizione si è un po’ modificata seguendo i tempi moderni e per esempio al posto del blu si usa anche indossare qualcosa di rosso….simbolo di passione e trasgressione ( un po’ come a Capodanno ???) e soprattutto augurio per la nuova famiglia 🙂

Sarhia