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Forse non tutti sanno che la dote in Italia è stata prevista obbligatoriamente per legge dal Codice giutinianeo (VIsec.), fino alla revisione del diritto di famiglia del 1975….e tutte le nostre spose possono dire: meno male!!! Ma la dote (dos), che consisteva in una certa quantità di beni che la famiglia della donna attribuiva al marito, in occasione del matrimonio, è ancora oggi per molte famiglie una preparazione doverosa….è significativo che questo vocabolo, non indica il dono disinteressato, bensì «un dono in quanto prestazione contrattuale, imposta dagli obblighi di un patto, di un’alleanza, di un’amicizia, di un’ospitalità»….. indennizzava cioè la donna che usciva dalla famiglia paterna e contribuiva alle spese del matrimonio e della casa. Il padre della sposa dunque, doveva preoccuparsi di “dotare” la figlia di una dote che fosse giustamente relazionata al livello economico, al numero di figli e alla classe sociale del futuro sposo, con proprietà immobiliari, con bauli pieni di ogni, corredi…..pensate per esempio che nel Novecento, una famiglia borghese-tipo preparava così il corredo della figlia: 24 lenzuola doppie di lino e ricamati a mano, 24 lenzuola singole, 36 coppie di federe, 12 asciugamani pregiati e 6 per gli ospiti, 12 tovaglie d’organza e 6 tovaglie per uso quotidiano…..ma l’IKEA no!?!?…..direi che ci ha semplificato parecchio la vita!!!!!!!:-) Ma vediamo il lato moderno della cosa: ad oggi, la dote si è trasformata in quello che è il contributo economico da parte del padre di lei per le spese del matrimonio e/o per mettere su “la capanna”….con i due cuori dentro!e Auguri agli Sposi!

Sarhia

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