Matrimonio d’altri tempi

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Stanchi delle solite location proposte? Villa settecentesca, agriturismo, castello, ristorante….beh ormai ce n’è per tutti i gusti…..ma non per il vostro!!Magari poi evitiamo di celebrare il giorno più bello della vostra vita proprio nella stessa cascina dove si è sposata vostra cugina l’anno scorso…..!
Quindi che fare? Sul web possiamo trovare veramente una fonte inesauribile di idee e info per fare qualcosa di veramente diverso….non ci credete? Allora invece di continuare a navigare tra siti di location, castelli&co, iniziate a trovare un volo per …..il CANADA!!
Eh si my dear, andiamo verso Toronto, dove a circa un’ora di strada troviamo una cittadina che si chiama Elora. Qui si respira un’atmosfera tipica dei tempi che furono, quando gli innamorati si tringevano l’un l’altra per affrontare i forti venti canadesi. Rustica, un po’ bucolica ma esageratamente affascinante: la comunità locale di mennoniti vi insegnerà a cucinare e a cucire, imparerete a sopravvivere senza televisione, take away, computer, shopping, parrucchieri e avvocati.
Senza l’elettricità le persone hanno più tempo per parlare tra loro, per conoscersi e seguire i tempi della natura, qui che è la Regina incontrastata. La location ideale per un matrimonio “diverso” diventa la piazza della cittadina, e alle vostre nozze parteciperà tutta la comunità come se foste parte integrante di essa. E per immergervi completamente in questo tuffo nel passato provate lo sciroppo di acero locale ( presente ad ogni pasto) e le verdure biologiche e per i vostri spostamenti….dovrete prendere un calesse trainato da un cavallo! Potrebbe essere un’idea al posto delle auto affettate per gli sposi, con tanto di barattoli attaccati con su scritto: “Just married“!

Sarhia

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Sposi imbalsamati, sposi fortunati??

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Eccoci ancora una volta di fronte ad una triste verità: non c’è davvero limite al peggio!

A quanto pare conficcare sul cucuzzolo di una pomposa torta nunziale (a mo’ di puntale sull’albero di Natale) due squallidi sposini di plastica o ancora peggio di zucchero (angoscioso preludio di un atto di cannibalismo a fine banchetto) non è ancora abbastanza per imprimere in eterno la propria firma nell’albo dei matrimoni più kitch della storia.

Di qui la bella pensata: rendere ancora più trash questi due poveri pupazzetti che sembrano essere stati ingiustamente strappati dal campetto di calcio balilla dell’oratorio, e agghindati a festa in stile “le nozze di Barbie e Ken”.

Ecco allora comparire sul duecentomillesimo strato di panna e glassa :“gli sposini centauri” accompagnati da una raffinatissima imitazione di Harley Davidson in miniatura, con tanto di “just married” al posto della targa;


“gli sposini in dolce attesa” capolavoro di eleganza e raffinatezza con lui che accarezza soddisfatto il pancione di lei sotto l’abito dal bianco puro e virginale, e per chiudere in grande stile la parata del trash: “gli sposini allupati” immortalati in un elegantissima posa plastica con la sposina a cavalcioni in braccio a l suo amato che la “sorregge” molto finemente arpionandole il fondo schiena…

Certe finezze mi commuovono … chissà la commozione del padre della sposa!!

Camilla

Il baule delle meraviglie

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‘E’ femmina”… e  il primo pensiero del papà andava subito alla dote da preparare, perché una volta  tutte le famiglie dedicavano tempo alla preparazione del corredo che accompagnava  la sposa: asciugamani e lenzuola ricamate, tovaglie  di fiandra e camiciole… tutto quello che serviva per la nuova casa. Oggi le cose sono un po’ cambiate,  gli sposi preferiscono condividere le scelte secondo lo  stile della loro casa e i loro gusti. E  anche se resta il piacere di tenere nell’armadio lini ricamati e pizzi delicati, a volte complicati da gestire, nel corredo degli sposi dovrebbero esserci almeno due coperte per il letto (una in cotone e una di lana), un piumino o una trapunta per l’inverno, almeno quattro parure da letto, sei/otto set da bagno e due accappatoi, quattro tovaglie  in cotone e  una/due in lino per i pranzi importanti, quattro tovagliette all’americana, strofinacci da cucina e…  la tovaglia della nonna, le lenzuola  della zia, tutto quello di famiglia a cui sono più affezionati i due sposini…

Concita

In fila per….???

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Il momento è arrivato, parenti e amici attendono l’arrivo della sposa  e ora… come si fa?  Quali le regole per accoglierla per non sbagliare? Si entra o si attende sul sagrato della Chiesa o fuori dalla sala comunale? L’amica fidata o i testimoni informeranno gli invitati sui desideri degli sposi, cercando di far rispettare tempi e modalità. Se gli  invitati attendono all’interno  prenderanno posto a sinistra quelli della sposa, a destra quelli dello sposo, testimoni compresi. Se la scelta cadrà sul corteo solenne, lo sposo attenderà presso l’altare la sposa che farà il suo ingresso al braccio sinistro del padre preceduta dai paggetti e seguita dalle damigelle, dalla madre di lei con il padre di lui, testimoni, fratelli, parenti di riguardo.  Anche l’uscita si aprirà con i paggetti a seguire gli sposi, finalmente insieme, le damigelle, i genitori, i testimoni e gli invitati…  pronti per ricevere un festoso applauso accompagnato dal lancio delicato di petali di rosa profumati o dal classico riso o tante bolle di sapone leggere.
Evviva  gli sposi!!!!

Concita

Il giardino delle vostre nozze

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Di fiori si sa è il bouquet della sposa, ma anche i centritavola e le decorazioni della cerimonia e poi ci sono piccoli dettagli come la boutonnière dello sposo o dei testimoni, le coroncine delle damigelle e accessori di stile come orecchini particolari o un piccolo decoro tra i capelli. Il giardino delle vostre nozze si può arricchire di emozioni anche molto particolari come quelle che trovate a Milano in via Tantardini, 4 alla galleria-laboratorio di Gherardo Frassa  dove i fiori sono speciali, di latta ritagliata e dipinta a mano, vere poesie per ricordare questa festa d’eccezione. Ci sono fiori per ogni stagione da scegliere e se avete un po’ di tempo fiori completamente da inventare con questo giardiniere d’eccezione: c’è la rosa che ricorda quella del Piccolo Principe e i papaveri al vento, una piccola aiuola magari da mettere sulla torta nuziale da conservare gelosamente nel vostro angolo di casa preferito. Io mi sono presa una piantina grassa.

la vostra Fiore di Cactus

 

Una damigella coi fiocchi

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Sono tanti i ruoli importanti in un matrimonio, gli sposi sono i protagonisti indiscussi ma ci sono altri personaggi che ruotano attorno a loro… Oggi vediamo le damigelle! Attenzione, non ho detto paggetto e paggetta, ma damigelle!

L’uso delle damigelle proviene dalla cultura anglosassone. Lo abbiamo visto recentemente durante il matrimonio di Katrine e William, o un po’ di tempo fa, in una puntata di Sex and the city: Charlotte decide infatti di affidare l’incarico di damigelle proprio alle sue care amiche.

Conclusione: se lo hanno fatto loro perché non farlo anche noi?

Le damigelle, adulte, possono essere da una o quattro, a volte nei matrimoni reali arrivano a 12, ma direi che nel nostro caso ci accontentiamo di 4; dovrebbero indossare lo stesso vestito oppure una stessa tonalità e portare un cestino di petali di rose per impreziosire il cammino della sposa… Su questo punto mi sento di dare un consiglio: per evitare che il Parroco decida di farvi pulire la Chiesa prima di celebrare le nozze, è bene optare per uno splendido bouquet molto scenografico e soprattutto… più sicuro. L’abito deve richiamare quello della sposa, se ha un abito corto è assolutamente vietato l’uso dell’abito lungo per le damigelle, mantenere una armonia nel corteo è la prima parola d’ordine.

Ma qual è il ruolo? Innanzitutto restarle accanto in tutti i  momenti, guardare con la coda dell’occhio che tutto proceda bene e soprattutto trasmetterle fiducia in se stessa. È un ruolo fondamentale quello della damigella, nel medioevo era l’accompagnatrice della Regina… oggi della Sposa!

BettyBoop

Papà mi sposo!

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Come è possibile che nel giro di qualche secondo quella ragazza che gironzolava per casa, fingendo di essere diventata una persona adulta, si trasformi all’improvviso in una donna e decida di sposarsi? Non conta se il futuro sposo sia bravo, intelligente, un vero fusto proprio come Bruce Willis… – la mia bambina si sposa ed io dovrò accompagnarla all’altare! Ma cosa mi metto? E soprattutto cosa devo fare?- Dopo un primo momento di panico, cari papà fate un respiro profondo, chiudete gli occhi e liberate la mente! Il ruolo del padre della sposa come insegna Spencer Tracy, è impegnativo ma non impossibile. Innanzitutto verificate se lo sposo indossa un tight, perché, se ha optato per questa scelta… mi spiace ma vi tocca, il galateo non perdona, tutti in tight! Se la fortuna invece è dalla vostra parte e iniziate sotto una buona stella, allora potrete concedervi un semplice abito scuro, nelle tonalità di grigio, blu o nero, il viola lasciatelo alle damigelle! Un’altra tappa importante è l’ingresso in Chiesa… dimenticate tutti gli ospiti presenti e pensate che osserveranno solo la sposa, anche se non sarà proprio così, ma molte volte l’importante è crederci. Portate con voi un fazzolettino… la lacrima scende anche sul viso degli uomini più duri e voi non farete eccezione! Se non siete amanti dei brindisi potete evitare quello iniziale, non è più obbligatorio, anche se non conoscendo i parenti del nuovo genero consiglio di prepararsene uno di riserva, nel caso qualcuno rivendicasse questo vostro tacito desiderio. Ricordatevi che è un giorno bellissimo e molto emozionante per la “ex bambina” ed avere a fianco un papà come voi lo renderà ancora più unico ai suoi occhi!

BettyBoop

 

Senza non si può…

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Di forma circolare, “senza inizio e senza fine”, le fedi sono in assoluto il simbolo del matrimonio. Un intreccio di fili d’argento nell’antico Egitto, un anello in oro donato alla fidanzata durante la cerimonia come racconta Plinio o  con disegni romantici nella vecchia Inghilterra, da sempre rappresentano il pegno d’amore eterno e come pegno d’amore andrebbero scelte insieme. Di forma classica, francesina  mantovana (si definiscono così in base alla larghezza e alla bombatura), in oro giallo, rosso o in platino, bicolore con qualche piccolo brillante… aiuto non c’è che l’imbarazzo della scelta.
Su misura disegnate dalla mano esperta di un orafo dall’idea di uno dei due sposi o di un designer trendy, la scelta andrebbe fatta di comune accordo. Gli uomini lo sappiamo non amano anelli impegnativi e il rischio sarebbe quello di vederlo infilare la fede in un cassetto il giorno dopo il matrimonio. Un  tatuaggio sull’anulare sinistro con la stessa forma potrebbe risolvere il problema?
La tradizione vuole che sia il testimone dello sposo a conservare le fedi e a consegnarle al sacerdote o al cerimoniere il giorno delle nozze, meglio  programmare un sms da inviargli la mattina delle nozze, non si sa mai!

A pieno ritmo

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Manca ancora un po’ al matrimonio, e in questi ultimi giorni di preparazione non hai avuto neanche un attimo per sederti e ascoltare un po’di musica. Ma adesso basta, è arrivato il tempo di fermarti, dimenticarsi di partecipazioni, confetti e merletti  e di prenderti un momento tutto per te. L’album In to the wild è proprio quello che ci vuole. Chiudi gli occhi, rilassati e ascolta la musica composta da Eddie Vedder, melodica e strumentale con alcuni inconfondibili tocchi di folk, per regalarti attimi di pace e serenità. Le 11 composizioni che compongono l’album sono brevi e intense e mettono in primo piano la voce calda e virile del front man dei Pearl Jam. Chitarra acustica, banjo e ukulele ti accompagnano nel silenzio e nella magia dei territori sconfinati dell’Alaska. Con questi pochi strumenti la magia delle terre estreme entra nel sangue rigenerando lo stato d’animo e preparandoti ad affrontare con grinta un nuovo giorno. In piedi, uno specchio, un tocco di rossetto, un po’ di profumo e via, direzione ufficio!

BettyBoop

Per viaggiare basta il pensiero

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Chi di noi non ha sognato almeno una volta di trovarsi immersi nella natura selvaggia lontano dal caos della città e dai problemi quotidiani? In questo periodo quando l’organizzazione del giorno delle nozze assorbe totalmente le nostre giornate e i pensieri sono pieni di dettagli del ricevimento, il rumore del vento appare l’unico suono che le nostre orecchie vorrebbero sentire. Il viaggio di nozze forse è ancora lontano ma la nostra immaginazione può già partire verso le terre estreme dell’Alaska, con Jon Krakauer e Christopher McCandless, autore e protagonista de Nelle terre estreme romanzo pubblicato negli Stati Uniti nel 1996. Un viaggio nella natura alla ricerca della libertà assoluta, un classico delle letteratura di viaggio, un best seller che non tramonterà mai. Il romanzo ricostruisce la storia vera di Chris che nell’estate del 1990, dopo essersi laureato, dà in beneficenza tutti i suoi risparmi e parte verso la natura selvaggia. Come in tutti i sogni di evasione che si rispettino, il nostro avventuriero cambia identità e da quel momento sarà Alexander Supertramp, un ventiduenne che sfiderà il freddo e la natura per due intensi e lunghi anni. Un’occasione per tradire il divano di casa e far visita alla libreria più vicina, impreziosendo con un oggetto pregiato il nostro nido d’amore.

BettyBoop